Le sensazioni del sabato n.7

Anche nessuna novità può essere una novità come nel caso del bando per il secondo scaglione degli addetti upp. Anche i più ottimisti, come il sottoscritto, si devono rassegnare all’evidenza che non si può chiudere una procedura concorsuale, dove sono previste decine di migliaia di iscritti, in meno di 100 giorni. Come se ne esce? Certamente non con il silenzio che non fa bene sia a chi la procedura concorsuale se la aspettava “a breve” già a gennaio sia a chi dall’esterno misura la credibilità con i comportamenti e non solo con le norme. Prima della risposta della Commissione alle modifiche tecniche (tempistica assicurata da parte europea in meno di due mesi) al piano di revisione del PNRR richieste il 4 marzo, c’è il decreto Pnrr quater che in V Commissione bilancio della Camera è ancora alla fase dell’ammissibilità dei 1390 emendamenti (lunedì dalle 16.30). In quella sede si dovrà modificare nei prossimi giorni il requisito della stabilizzazione riducendolo a meno di 24 mesi (21, 20 o 19) in funzione della durata del contratto del nuovo bando. Pensare che si possa organizzare un concorso con una durata del contratto a tempo determinato non coincidente con il requisito minimo per la stabilizzazione significa inevitabilmente non raggiungere l’obiettivo della procedura concorsuale di rimpinguare il numero degli addetti upp. Su questa questione si misurerà anche il nuovo capo di gabinetto del Ministero, già vice, Giusi Bartolozzi, con un passato di magistrato, di deputato di Forza Italia e poi del Gruppo Misto, che ha sostituito il dimissionario Alberto Rizzo.

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