La presa di servizio dei nuovi addetti upp entra il 30 giugno si può dire raggiunta ma a che prezzo. La inaspettata difficoltà della prova ha fatto da preludio a una gestione che ha quanto meno danneggiato l’aspetto reputazionale del ministero. Prima la gestione della busta n. 5, che ha fatto sparire per giorni l’esito della prova, e che si è conclusa con lo 0,75 “politico” per tutti sulla base di una motivazione irragionevole; poi la pubblicazione di una graduatoria sintetica e scarna composta di soli vincitori sulla base di motivazioni molto opinabili; un preavviso di meno di 48 ore per prendere servizio che ha causato la mancata presentazione di un vincitore su otto; l’attesa di una settimana prima di fare uno scorrimento parziale, senza pubblicazione integrale della graduatoria, dove il preavviso è stato di meno di 24 ore quasi come una chiamata alle armi. Al di là della mancanza di trasparenza della mancata pubblicazione delle graduatorie contrariamente a quello che era stato fatto con il primo scaglione resta comunque negli atti compiuti una mancanza di rispetto nei confronti della vita dei nuovi addetti upp, costretti a fare scelte di trasferimento in meno di 24 ore. Vedremo i risultati dell’adesione a questo scorrimento di 439 unità, un numero differente rispetto alle 488 unità assenti comunicate solo qualche giorno prima.
Una considerazione sui distretti scoperti: Brescia sarà forse coperta con qualche idoneo di Bologna al pari di Genova con gli idonei di Firenze che sceglieranno la Liguria mentre Venezia non potrà coprire, oltre ai propri posti scoperti, buona parte di quelli di Trieste. Per effetto delle surroghe saranno tutti assunti gli idonei di Milano e Torino con un numero di posti che rimarrà scoperto. Quando e come questi posti, prima ancora di quelli dei distretti capienti, saranno coperti da uno scorrimento nazionale si saprà nei prossimi mesi o almeno così credo.
La settimana non ha offerto molto altro se non il monitoraggio mensile delle risorse che ha registrato al 31 maggio 5502 upp in servizio. Si tratta di un numero che, al netto delle ulteriori dimissioni per il passaggio all’ADE, è più che positivo e che due anni fa nessuno avrebbe immaginato di tale consistenza. La prospettiva di una stabilizzazione arrivata a fine febbraio ha sicuramente rallentato il flusso in uscita al pari della proroga ma le temute 4000 unità di risorse in servizio non sono mai state una ipotesi concreta. E sicuramente i nuovi addetti upp non saranno da meno.

Lascia un commento