Questa settimana si svolgono le prove del concorso Coesione sud per 2200 unità a cui parteciperò mercoledì. Scorrendo il bando si legge che “al fine di valorizzare l’esperienza professionale maturata nei rapporti di lavoro a tempo determinato di cui ai commi 4 e 5, lettera b), è prevista una riserva non superiore al quaranta per cento dei posti per ciascuno dei codici di concorso di cui al precedente comma 2 del presente bando a favore del predetto personale, che, alla data di pubblicazione del bando, abbia svolto servizio per almeno trentasei mesi.” I precari coesione sud del concorso da 2800 unità del 2021, assunti con contratto triennale e la cui graduatoria è stata pubblicata a luglio 2021 e per cui nei mesi si sono susseguiti diversi scorrimenti fino al 2023, si trovano quindi ad affidare la speranza di poter essere assunti a tempo indeterminato a una procedura aperta dove non hanno punteggio aggiuntivo. I più fortunati di loro hanno avuto invece la possibilità di essere stabilizzati attraverso una procedura selettiva riservata, con 15 mesi di servizio, bandita dagli enti locali in condizioni economiche di poterli assumere. Anche per questi ultimi la procedura selettiva ha previsto valutazione positiva pregressa e successivo colloquio orale. Per gli altri, che sono in servizio con meno di 36 mesi alle spalle, il futuro è ignoto.
I miei ex colleghi upp, come le altre risorse PNRR della giustizia, sono messi meglio, almeno come prospettiva, dei triennali coesione sud.

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