Oggi alle 9 prendo servizio all’Agenzia delle Entrate di Milano in via dei Missaglia a Milano, dopo avere terminato ieri il servizio come addetto upp del Tribunale di Milano iniziato il 24 febbraio 2022. Sono passati due anni, nove mesi e 11 giorni da quel giorno in cui l’unica prospettiva professionale era il termine del contratto a distanza di 31 mesi e l’unica cosa certa era che la figura professionale era assolutamente inedita. In questi quasi tre anni, vissuti personalmente giorno per giorno senza ansia da stabilizzazione, l’idea di precarietà post contratto si è mese dopo mese affievolita. Anche quando è stato aggiunto nella norma il termine non rinnovabile al rapporto di lavoro, la logica imponeva che non sarebbe stato possibile avere da luglio 2024 a settembre 2024 il sovrapporsi degli addetti upp rimasti del primo scaglione da 8250 unità con le 8250 unità preventivate per secondo scaglione. Così è stato e al netto di chi era convinto che saremmo stati stabilizzati tutti, lo stesso ministro Cartabia ha sempre affermato che 1500/2000 risorse erano la base su cui costruire negli anni la ricerca di risorse per assumere un numero. Ed è così che un sottosegretario iniziò a parlare in Parlamento di quota significativa di risorse Pnrr da stabilizzare.
Al di là delle 6000 unità di funzionari (5200) e assistenti (800) da stabilizzare fra il 2026 e il 2029, per il 2026 e il 2027 c’è già la copertura per 3000 unità (2600 funzionari e 400 assistenti). E per gli altri ? Vale lo stesso discorso fatto per la stabilizzazione al 55% delle risorse Pnrr della giustizia amministrativa, che il comma successivo, a quello della giustizia civile e penale, quantifica in 90 unità fra funzionari e assistenti. Non si può immaginare che le 12000 unità fra funzionari e assistenti in servizio al 30.06.2024 possano essere assunte per intero in quanto sono numeri dettati da esigenze straordinarie di abbattimento dell’arretrato e riduzione del disposition time. Inoltre è’ già acquisito che il rapporto fra addetto upp e magistrato non sarà più one to one, ma organizzato secondo un team, numericamente inferiore, al servizio dei magistrati.
Ciò non toglie che la maggior parte, se non quasi tutti quelli in servizio a fine giugno 2026, per me saranno stabilizzati per una serie di motivi: in primis mi aspetto che il numero da 12000 scenda a 8/9000 unità a metà 2026; in secundis una parte di quelli in graduatoria, che non saranno assunti fra fine 2026 e inizio 2027, non aspetterà certamente il 2028 o il 2029 e tornerà alla libera professione o troverà collocazione nel privato o nel pubblico come dipendente; in terzo luogo una parte, probabilmente più appartenente al secondo scaglione, non sarà interessata a proseguire il rapporto di lavoro con il ministero della giustizia; in quarto luogo la graduatoria finale, che seguirà a un colloquio (come avviene in tutte le procedure di stabilizzazione) e a una valutazione di fine servizio, potrebbe risentire di una dotazione organica distribuita in maniera diversa dall’attuale fra civile e penale o fra tribunali e corte d’appello all’interno del distretto e quindi generare un maggior tasso di rinunce. Pertanto la graduatoria di 8/9000 unità di fine giugno 2026, per coloro che sapranno aspettare il 2028 e il 2029, potrebbe di fatto esaurirsi per intero.
Io non ho voluto aspettare almeno 19 mesi, nella migliore delle ipotesi, e di fronte alla prospettiva di un contratto a tempo indeterminato sempre a Milano e in un ambiente lavorativo, oltre che economico, tendenzialmente migliore, quale l’Agenzia delle entrate, ho accettato di cambiare amministrazione. All’inizio un po’ mi è dispiaciuto interrompere il lavoro anticipatamente e nel giro di meno di un mese, ma col passare dei giorni mi sono convinto che una scelta contraria in teoria non avrebbe avuto senso logico, già solo dal punto di vista dello smart working. Rimango convinto che il lavoro di supporto alla giurisdizione in Tribunale rimanga affascinante e stimolante per un laureato in legge, per il quale quello in cancelleria deve essere presente ma residuale. Solo se avessi avuto la possibilità di fare l’upp nel distretto di Lecce, con il secondo scaglione, avrei rinunciato al contratto dell’Ade, ma purtroppo non sono riuscito a essere fra i vincitori e lo scorrimento distrettuale, previsto a breve da voce sindacale, arriverà tardi per me e in ogni caso forse non sarei stato in una posizione utile ad essere fra i surroganti di rinunciatari e dimissionari. Il bilancio professionale e umano rimane complessivamente ampiamente positivo, pur non avendo potuto avere continuità con i giudici assegnatari che si sono succeduti in quasi 34 mesi, raggiungendo il numero di 3, anzi 4 con le ultime settimane, ognuno dei quali diverso dal precedente nel carattere e nel rapporto professionale.
La vicenda dello scorrimento distrettuale e nazionale, prevedibile in un secondo momento, sarà quella che seguirò ancora per qualche settimana. Sui numeri della stabilizzazione degli addetti upp non mi aspetto sorprese: 4500/4800 unità sono numeri risicati ma sufficienti a fare funzionare l’istituto, tanto più che prima o poi, nel 2029, dovrà essere bandito un concorso aperto agli esterni in cui le materie non dovranno essere solo alcune leggi di diritto pubblico, l’ordinamento giudiziario e l’inglese, come è stato per i due scaglioni, con una maggiore selezione nel secondo, ma anche elementi di diritto civile e penale e delle procedure.
P.S. Gli emendamenti segnalati alla legge di bilancio, i più interessanti dei quali riguardano gli artt.19 bis, 20 bis e 110 e bis https://www.camera.it/leg19/824?tipo=I&anno=2024&mese=12&giorno=04&view=filtered_scheda&commissione=05#

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